Oggi tutti al FVG PRIDE

Informazioni e programma sulla PARATA FINALE del FVG PRIDE SABATO 10 GIUGNO A UDINE - Da non perdere.

Il punto di ritrovo è in via Leopardi a Udine, ore 15:00. Il corteo partirà alle 16; percorrerà le vie del centro per conquistare, infine, il piazzale del Castello.

Un pò di informazioni utili:
- DOVE PARCHEGGIARE? Ecco qui la mappa parcheggi udinesi CLICCA QUI Tenete presente che il corteo partirà da Via Leopardi (zona in passo a destra della cartina)

- DOVE CIBARSI?
 Ecco qui la mappa dei punti ristoro che hanno sponsorizzato e che hanno sposato la causa del FVG PRIDE: CLICCA QUI 
(La mappa è in continuo aggiornamento! Potete anche filtrare i paramenti di ricerca)

- QUAL'E' IL PROGRAMMA AL TERMINE DEL CORTEO?
Semplice! Alle 18:00 - INIZIO PALCO FVG PRIDEDiscorsi istituzionali, associazioni e testimonial + TANTE SORPRESE
Condotto da: Kety Perdy, Antonio Parisi e Sofia La Papessa

alle 19:00 - FVG PRIDE LIVE
Con i concerti di: Yombe (ITA), Kukla (SLO), L I M (ITA), Cackes Da Killa (USA), Telepathe (USA)...e non solo!

alle 00:00 - FVG PARTY PRIDE
ROCK CLUB ANNI 60, PRADAMANO

Per ulteriori informazioni:

Verona incontra STUART MILK

VERONA meets
STUART MILK
6 Giugno 2017


Presidente della Harvey Milk Foundation e già consigliere per i diritti civili durante la presidenza di Barack Obama.

17:45 - 19:30
STUART MILK - INCONTRO PUBBLICO CON I CANDIDATI SINDACO

@Mamma Mia Bistrot - Piazza Bra, 20 - Verona

Stuart Milk e le associazioni LGBT invitano la cittadinanza a partecipare all’incontro con i candidati sindaco

20:15 - 22:15
APERICENA CON STUART MILK
In occasione del 2° anniversario del VERONA PRIDE

@Luclà Cafè - Vicolo M. Bentegodi, 4/A - Verona
Incontro aperto al pubblico - Biglietto 7 euro (1 drink + buffet). 
Prevendita disponibile presso Luclà caffè opp. SMS-Whatsapp 
al 3404650507

Organizzano e collaborano: Harvey Milk Foundation, Arcigay Verona, Milk Verona Lgbt Community Center, Arci Verona, Lieviti Aps (Arcigay), Famiglie Arcobaleno Triveneto, Rete degli studenti medi, UDU (Unione degli Universitari - Verona), Luclà Cafè, Mamma Mia Bistot

Per informazioni:
www.arcigayverona.org - info@arcigayverona.org
FB @Arcigaypianetauranoverona
Twitter: @pianetaurano

Petizione di sostegno per i ceceni

Cari Amici,
                ultimamente, leggo qualcosa che ci coinvolge tutti: la persecuzione, tortura programmata pei cittadini ceceni !  Quello qui di seguito è il sito di Amnesty, che propone la petizione di sostegno e le informazioni al riguardo:

https://www.amnesty.it/russia-cinque-attivisti-arrestati-rilasciati-aver-cercato-consegnare-petizione/
              
                Io ho firmato e invito voi a considerate la possibilità di firmare la proposta-petizione e di diffonderla tra i Vostri amici e ...  Buona vita a tutti !           

Cristiano Malgioglio

[1] "Verissimo", Cristiano Malgioglio: "Sono stato innamorato di Maria Schneider"

[2] Cristiano Malgioglio contro i gay: "Due uomini non devono baciarsi"

L'articolo [1] ci ha informati che Cristiano Malgioglio è stato innamorato di Maria Schneider, la coprotagonista di "Ultimo Tango a Parigi", e che l'ha pianta a calde lacrime quando è scomparsa.

Condividiamo il suo dolore, ma ci permettiamo di proporre a Malgioglio di chiedersi se non sarebbe più consono a lui dichiararsi bisessuale, visto che è capace di provare sentimenti intensi per persone di più di un genere, e non semplicemente gay, come appare dall'articolo [2].

Ovviamente, la risposta la può dare solo il diretto interessato.

Tardivamente e nuovamente, condoglianze.

Raffaele Yona Ladu
Vicepresidente di LievitiEbre* umanista gendervague
Soci* di Autistic Self-Advocacy Network.

Bi-definizioni (secondo Robyn Ochs ed altri)

Traduzione di The Definition of Bisexuality (According to Bi Organizations, Activists, and the Community) – Tumblr Mobile Edition, pagina del sito di Robyn Ochs pubblicata l'11 Ottobre 2015.

La definizione di bisessualità

(secondo le organizzazioni bi, gli attivisti e la comunità)

Versione mobile Tumbler

"Il BRC usa bisessuale come termine ombrello per le persone che riconoscono e vivono la loro potenzialità di essere sessualmente ed emotivamente attratte da più di un genere. Celebriamo ed affermiamo la diversità delle identità ed espressioni senza badare alle etichette.”
“Una persona bi ha la capacità di essere attratta romanticamente e/o sessualmente da più di un genere.”
“Così la definiamo: un bisessuale è qualcuno che è attratto da più di un genere. Potrebbe importanti molto, poco, o per nulla del genere del tuo partner - ma il suo genere non ti impedisce di esserne attratto.”
“Bisessuale – Una persona la cui durevole attrazione fisica, romantica od emotiva è verso altre persone di diversi sessi e/o identità di genere. Le persone possono esperire quest'attrazione in diversi modi e gradi durante la loro vita.”
“Bisessualità è il potenziale di sentirsi attratti da ed entrare in relazioni sessuali e/o romantiche con persone di ogni sesso o genere.”
“Mi definisco bisessuale perché riconosco di avere in me il potenziale di essere attratt* - romanticamente e/o sessualmente - da persone di più di un sesso e/o genere, non necessariamente nello stesso momento, non necessariamente nello stesso modo, e non necessariamente nello stesso grado.”
“La bisessualità è l'attrazione per due o più generi, non necessariamente nella stessa misura, non necessariamente allo stesso modo, non necessariamente nello stesso tempo.”
“La bisessualità è, parlando in generale, l'attrazione verso due o più generi. La bisesualità non è intrinsecamente transfobica od esclusiva dei generi non pinari - notate che ci sono persone trans sia binarie che non binarie che si identificano come bisessuali. È possibile per i bisessuali essere attratti da un numero di generi che va da due all'infinito. Molte volte i bisessuali definiscono la loro sessualità come l'attrazione sia verso i generi simili che quelli diversi (il che finisce con il comprendere tutti i generi). Però è importante ricordare che i bisessuali possono essere attratti da più generi senza essere attratti da persone del proprio stesso genere. Per esempio, un agender bisessuale può essere attratto dalle donne, dalle persone bigender e dalle persone genderfluide, od una donna bi può essere attratta dagli uomini e dalle persone agender ..."
“Bisessuale: l'attrazione (sessuale) per due o più generi. Talvolta definita come l'attrazione per generi uguali + differenti; ma questo non vale per tutti i bisessuali.”
“Bisessualità è l'attrazione per due o più generi.”
“I bisessuali da decenni definiscono la bisessualità come l'attrazione per due o più, per i simili ed i diversi. Non è una barzelletta coniata per Tumbler. Le parole cambiano significato. I prefissi cambiano significato. Non siamo stati noi a sceglierci il termine bisessuale, sono stati i dottori ad imporcelo.”
“Bisessuale - sessualmente attratto dal tuo stesso/simile genere ed altri generi, OPPURE sessualmente attratto da 2 o più generi. Alcuni bisessuali sentono di esperire diversi tipi o gradi di attrazione verso diversi generi/presentazioni di genere.”
“Bi: attratto da due o più generi. Alcune persone lo definiscono come 'attratto da generi simili e diversi', ma questo è leggermente meno inclusivo della definizione precedente. Sono dell'opinione che la locuzione 'simili e diversi' si sia evoluta per soddisfare i prescrittivisti per cui bi = 2, ma costoro sono incontentabili ed irrimediabilmente ignoranti.”
“(...) essere bi non rinforza il binarismo dei generi. Alcune persone bi sono attratte solo dagli uomini e dalle donne - e va bene così! Però bi non è definito dall'atttrazione verso gli uomini e le donne, o due generi. Può essere vero per il singolo individuo, ma non per l'intera comunità. Questa definizione non è solo falsa, ma pure pericolosa. (Questo non significa che sia impossibile per le persone bi essere transfobiche!)
Questo significa inoltre che non devi essere sessualmente attratto dalle persone per essere bi. Ci sono tanti diversi tipi di attrazione, e concentrarsi solo sulla bisessualità significherebbe escludere un sacco di gente (per esempio, l'essere biromantici).”
“Che significa bisessuale?
Attrazione per:
1. Due o più generi o
2. Più di un genere.”
“Bisessualità è l'attrazione per due o più generi”
“Bisessualità non significa mezzo gay e mezzo etero. La bisessualità non è tra gay ed etero. La bisessualità non è gay quando si esce con il proprio genere ed etero quando si esce con un altro genere. La bisessualità non è omosessualeggiante od eterosessualeggiante.
La bisessualità è un orientamento sessuale completo ed autocontenuto, completamente indipendente.”
"Siamo stanchi di essere analizzati, definiti e rappresentati da persone che non sono noi, o, peggio ancora, non essere nemmeno considerati. Siamo frustrati dall'isolamento che ci viene imposto edall'invisibilità che viene dal sentirci dire, o dalla pretesa, di scegliere un'identità o omosessuale od eterosessuale. 
La monosessualità è un dettato eterosessista usato per opprimere gli omosessuali e per negare la validità della bisessualità.
La bisessualità è un'identità completa e fluida. Non presumete che la bisessualità sia binaria o duogama, che noi abbiamo "due" lati o che noi dobbiamo per forza essere coinvolti simultaneamente con ambo i generi per essere persone umane soddisfatte. Anzi, non presumete nemmeno che ci siano due soli generi. Non scambiate la nostra fluidità per confusione, irresponsabilità od incapacità di impegnarci. Non confondete la promiscuità, l'infedeltà od il sesso non sicuro con la bisessualità: sono tratti umani comuni a tutti gli orientamenti sessuali. Non si deve presumere nulla sulla sessualità di nessuno, nemmeno sulla vostra. 
Siamo arrabbiati con coloro che rifiutano di accettare la nostra esistenza, i nostri problemi, i nostri contributi, le nostre alleanze, la nostra voce. È ora che si oda la voce bisessuale."
”Definire la bisessualità, proprio come definire una qualsiasi etichetta identitaria, può essere complicato e controverso. La mia definizione dell'etichetta 'bisessuale' è un prodotto dell'opera di The Bisexual Organizing Project. Comprende persone che usano etichette come 'bisessuale', 'non-monosessuale', 'persessuale', 'onnisessuale', 'ambisessuale', 'pansessuale', 'queer' od un qualsiasi altro termine che usano le persone che si identificano come individui emotivamente, romanticamente o fisicamente attratti dalle persone di più di un sesso, genere, od identità di genere. Riconosco inoltre che non tutti scelgono un'etichetta per descrivere il proprio orientamento sessuale, ed includo nella mia definizione di 'bisessuale' aanche le persone che non si etichettano e si vedono come parte di una comunità queer, non-monosessuale o bisessuale."
Raffaele Yona Ladu
Vicepresidente di Lieviti
Ebre* umanista gendervague
Soci* di Autistic Self-Advocacy Network

Una tesina infelice

Il Milk Verona Lgbt Community Center sta traslocando, e tra le vecchie carte ho trovato una tesina in antropologia redatta nel 2014 sui pregiudizi che le varie identità LGBTQIA+ (non si usava allora quella sigla) provavano l'una contro l'altra, indagati attraverso delle interviste ai frequentatori del Milk, di cui allora l'Associazione Lieviti non faceva parte.

La tesi è carina e cerca pure di spezzare una lancia a favore dei bisessuali, elencando tutti i pregiudizi contro di loro, dalla bicancellazione in giù, e lamentando che l'assenza dal Milk dell'Associazione Lieviti non aiutasse (allora) a superarli, ma cade miseramente a poca distanza dal traguardo, con una nota in calce che esprime un pregiudizio bifobico molto pericoloso:
La definizione a cui ho fatto riferimento è riportata in un volantino dell'associazione Lieviti che riporta: "Bisessuale è la persona che riconosce di essere attratta - romanticamente e/o sessualmente - dalle persone di più di un sesso o genere. Non necessariamente nello stesso momento, non necessariamente allo stesso modo, non necessariamente nello stesso grado". Sotto a questa definizione precisano: "Persone di più di un sesso e/o genere perché non crediamo nel binarismo dei generi e siamo aperti alle persone trans come alle cis", il che rende la definizione sbagliata [corsivo di RYL]. Questa è in realtà la definizione della pansessualità, che non dà importanza al genere o al sesso, mentre la differenza con la bisessualità è proprio il fatto che questa si basi sul binarismo dei generi/sessi [altro corsivo di RYL]. Per dire questo faccio riferimento alla definizione di pansessualità trovata su Wikipedia (perché non esiste un glossario ufficiale al riguardo che sia delle associazioni principali come Arcigay e Arcilesbica) e alle definizioni di bisessualità trovate su diversi siti tra cui Wikipedia e Sostegnogay.it, oltreché discusse sul campo.

A me spiace dirlo, ma nessuna delle fonti citate è un'autorità nel campo della bisessualità - Arcigay ed Arcilesbica si sono dimostrate paradossalmente più sagge tacendo; il volantino di Lieviti letto e citato dagli autori precisava che la definizione data di bisessualità era "ispirata a Robyn Ochs", la quale era ed è una delle donne bisessuali più influenti d'America, che ha ispirato tutto il movimento bisessuale contemporaneo, nonché la nostra maestra Shiri Eisner - non potevamo presentare Robyn Ochs nello spazio di un volantino, ma una banale web search avrebbe mostrato 1. l'autorevolezza della fonte; 2. la precisione con cui l'avevamo citata.

Per saperne di più leggete questa pagina web (oppure la versione italiana da me tradotta per l'occasione), che riporta non solo la definizione della titolare del sito (Robyn Ochs), ma anche quelle delle principali organizzazioni bisessuali di lingua inglese - tutte coerenti tra loro, ma che prendono a cornate quella che hanno in mente gli autori della tesi, come potete constatare con i vostri occhi. L'unica scusa che hanno gli autori è che questa pagina è stata compilata solo nel 2015, dopo che avevano presentato la loro tesina.

Nel 2016 io (vicepresidente di Lieviti) e mia moglie (presidentessa di Lieviti) abbiamo partecipato all'Eurobicon di Amsterdam, e siamo stati lodati per aver fatto inserire un'abbreviazione di codesta definizione ("persone che possono essere attratte da più di un sesso e/o genere") nel manifesto politico del Treviso Pride del medesimo anno - pare che sia stato il primo Pride europeo a por fine alla cancellazione bisessuale, e lo ha fatto bene, con una definizione adeguata e soddisfacente per tutti i bisessuali d'Europa e d'oltreoceano (ad Amsterdam c'erano anche la citata Robyn Ochs, Ruth Baldacchino dell'ILGA [siamo l'unica organizzazione veronese orgogliosa di appartenerle], e Meg John Barker, prima autrice del successivamente citato The Bisexuality Report).

Dichiarare la nostra definizione di bisessualità sbagliata dimostra solo l'ignoranza degli autori della tesi, paragonabile a quella dello studente ginnasiale che si permette di correggere la grammatica di Omero ed altri poeti greci di gran vaglia, perché non si rende conto che loro non scrivono nell'idea di lingua greca che si è fatto lui, sulla base del dialetto attico del 5° Secolo AEV descritto come normativo dalle grammatiche del liceo classico.

Non è inoltre educato (a dir poco!) parlar male degli assenti, e come gli autori hanno trovato la nostra definizione di bisessualità nel volantino, hanno trovato anche il nostro numero di telefono e la nostra mail, ed avrebbero potuto chiederci perché avevamo scelto una definizione di bisessualità che non li aveva convinti - gli avremmo spiegato tutto risparmiando a noi il dovere ed a loro l'imbarazzo di una confutazione pubblica.

Curiosamente, subito dopo quella nota, si trova questa citazione bibliografica:
M. Barker, C. Richards, R. Jones, H. bowes-Catton, T. Plowman, J. Yockney, M. Morgan, The Bisexuality Report: bisexual inclusion in LGBT equality and diversity. The Open University.

Il documento si può leggere qui in originale, ed alle pagine 3 ed 11-12 dà delle definizioni di bisessualità - riportiamo quella alle pagine 11-12 (omettendo le note - il corsivo lo abbiamo aggiunto per indicare un inciso) perchè più completa (tranquilli, dopo vi faccio leggere la traduzione):
DEFINITIONS

Bisexuality generally refers to having attraction to more than one gender. It is a broad umbrella term which may include the following groups and more:

  • People who see themselves as attracted to ‘both men and women’.
  • People who are mostly attracted to one gender but recognise that this is not exclusive.
  • People who experience their sexual identities as fluid and changeable over time.
  • People who see their attraction as ‘regardless of gender’ (other aspects of people are more important in determining who they are attracted to).
  • People who dispute the idea that there are only two genders and that people are attracted to one, the other, or both.

Bisexual experience: “When I was slowly realizing that I was bi, the first thing was ‘I fancy women’ then it was ‘I don’t think actually gender is that relevant’ ... my tagline is that gender is like eye colour, and I notice it sometimes, and sometimes it can be a bit of a feature it’s like ‘oo, that’s nice’ and I have some sorts of gender types, but it’s about as important as something like eye colour.”

OTHER TERMINOLOGY

Some in the latter three groups may prefer words like pansexual, omnisexual or queer (see glossary) to bisexual, sometimes because these words don’t have ‘bi’ in them. This is because the ‘bi’ in bisexual can be seen as implying that there are two genders. Others understand the ‘bi’ in bisexual as referring to both ‘same-gender’ and ‘other-gender’ attraction, meaning that it is open to an understanding of there being multiple genders. There can also be a criticism that bisexuality maintains gendered attraction as the defining aspect of a person’s sexuality.

Some in asexual (ace) communities prefer the term ‘biromantic’ as it does not imply having sexual attraction/contact. Some who experience their sexual identities as changeable over time often prefer not to use labels, whilst some use bisexual, some use queer, or fluid, or other such words, and others see themselves as heterosexual, lesbian or gay.

Many people use more than one of these terms to describe themselves (e.g. bisexual and queer). For example, around half of the attendees at a national UK event (BiCon) reported that they used more than one of the terms: bisexual, queer, heterosexual/straight, lesbian/gay/homosexual. This is similar to the way in which, for example, a woman who is attracted to women might describe herself as a gay woman, a lesbian, a dyke, queer, or some combination of these labels.

Come promesso, ecco la traduzione del presente brano, tratta dalla versione che ci eravamo permessi di tradurre in italiano già nel 2013 - cliccate qui per la nostra versione completa,  e proseguite per leggere proprio la traduzione del precedente brano in inglese:
DEFINIZIONI

La bisessualità generalmente si riferisce ad essere attratti da più di un genere. È un ampio ombrello che può includere i seguenti gruppi ed altri:

  • Le persone che si vedono attratte “sia dagli uomini che dalle donne”.
  • Le persone che sono attratte soprattutto da un genere, ma riconoscono che questo non è esclusivo.
  • Le persone che sperimentano la loro identità sessuale come fluida e cangiante nel tempo.
  • Le persone che vedono la loro attrazione come “indipendente dal genere” (altri aspetti delle persone sono più importanti nel determinare coloro da cui sono attratti).
  • Le persone che mettono in discussione l’idea che ci siano solo due generi e che le persone sono attratte ad uno, all’altro, od ad entrambi .

Un’esperienza bisessuale: “Quando stavo pian piano rendendomi conto di essere bi, la prima cosa che pensai fu ‘Mi piacciono le donne’, poi ‘Non credo che il genere conti poi tanto’ … il mio motto è che il genere è come il colore degli occhi; qualche volta lo noto, e qualche volta può essere davvero importante – è come dire ‘Oh, questo è bello’, ed ho dei generi che mi attraggono, ma sono importanti più o meno come il colore degli occhi”

ALTRE TERMINOLOGIE

Alcuni negli ultimi tre gruppi preferirebbero parole come pansessuale, onnisessuale o queer (vedi glossario) a bisessuale, talvolta perché queste parole non hanno il prefisso “bi”. Questo perché la parola “bi” di bisessuale può essere interpretata come se implicasse che i generi sono due. Altri interpretano il “bi” di bisessuale come un riferimento all’attrazione sia per “lo stesso genere” che per “gli altri generi”, intendendo che è aperto alla comprensione che i generi sono molteplici. Ci può essere anche la critica che la bisessualità mantiene l’attrazione per dei generi come l’aspetto fondamentale della sessualità di una persona.

Alcuni nelle comunità asessuali (ace) preferiscono il termine ‘biromantico’, dacché non implica avere attrazione o contatti sessuali. Alcuni che sperimentano la loro identità sessuale come cangiante nel tempo spesso preferiscono non usare etichette, mentre altri usano bisessuale, altri usano queer, o fluido, od altre parole simili, ed altri si vedono come eterosessuali, lesbiche o gay.

Molte persone usano più di uno di questi termini per descriversi (per esempio, bisessuale e queer). Per esempio, circa la metà dei partecipanti ad un evento nazionale britannico (BiCon) ha riferito di aver usato più di uno dei termini: bisessuale, queer, etero(sessuale), lesbica/gay/omosessuale . Questo somiglia al modo in cui, per esempio, una donna attratta dalle donne potrebbe descriversi: come una donna gay, una lesbica, una camionista, una queer, od una combinazione di queste etichette.

Come vedete, il documento che loro stessi hanno citato dà agli autori torto marcio, e citare una fonte senza averla capita è una cosa sempre meno tollerabile perfino su Facebook, non lo è mai stato in una tesina universitaria!

Da molto tempo il movimento bisessuale si è sganciato dal binarismo implicito nell'etimologia della parola (va ricordato che è stata coniata agli inizi del 19° Secolo EV per indicare le piante dioiche e gli animali ermafroditi - ovvero gli organismi viventi che hanno organi genitali sia maschili e femminili perfettamente funzionanti, e solo Havelock Ellis ha trapiantato il termine nella sessuologia) e si rifiuta di sostenere il binarismo dei sessi e dei generi.

Tanto per intenderci, la britannica National Union of Students, nella sua LGBT+ Conference dell'8-9 Marzo 2017, ha deciso di rinominare il "Bi caucus" ed il "Bi Students' rep" come "Bi+ ...", e di sostituire, in tutti i documenti dell'organizzazione, l'abbreviazione "Bi" con "Bi+" per rendere evidente a tutti (anche agli autori della tesi, non solo agli addetti ai lavori) che si vuole scardinare il binarismo dei sessi e dei generi e ci si vuol rivolgere anche a tutti coloro che non sono attratti solo e semplicemente dagli uomini e dalle donne. Potete leggere qui la notizia, anche se l'articolo ha il torto di presentare l'innovazione come una novità anziché un chiarimento.

Le fonti che ho citato fanno rientrare la pansessualità sotto l'ombrello bisessuale; chi vuole comunque mantenere questa sottile differenza tra "bisessualità" e "pansessualità" deve ricordare che il bisessuale, pur non necessariamente convinto che i generi siano due soltanto (li può anche concepire come un continuum, fors'anche pluridimensionale, ed essere sempre e comunque bisessuale), ritiene che il genere delle persone conti per la sua attrazione sessuale e/o romantica (ma, come potete constatare qui o qua, Bisexual Index, un'organizzazione britannica, ritiene che una persona che non dà importanza al genere sia comunque bisessuale); il pansessuale invece non sa che farsene - ovviamente sa riconoscere il genere delle persone (inquadrato magari in un sistema suo personale), ma la sua attrazione sessuale e/o romantica lo ignora.

Ci sono dei pansessuali che, anacronisticamente ormai, rimproverano i bisessuali di binarismo, e la credenza che le persone ed il movimento bisessuale siano intrinsecamente binari è un pregiudizio assai pericoloso, che può far credere che le persone non binarie nel mondo bisessuale non siano benvenute - mentre al contrario sono benvenute (Shiri Eisner avvertì in un post su Facebook che in una coppia composta da un*bisessuale ed un*"eterosessuale cisgender", quest'ultim* è in realtà una persona trans omosessuale di cui si è frainteso il genere - è il mio caso, di "lesbica pene-positiva"), e noi (attivisti) bisessuali ci vantiamo di scardinare la matrice eterosessuale, che prescrive la coerenza di corpo, genere e desiderio, non meno delle persone pan, queer e trans.

Ci sono persone ed organizzazioni non solo pansessuali, ma anche queer e trans che sono diventate bifobiche a causa di questo fraintendimento, e dobbiamo fare di tutto per chiarirlo. Spiacente per chi cita fonti che non ha capito e non vuole perdere tempo a scrivere od a telefonare ad organizzazioni di cui non comprende le prese di posizione.

Raffaele Yona Ladu
Vicepresidente di Lieviti
Ebre* umanista gendervague
Soci* di Autistic Self-Advocacy Network

Sondaggio sulla salute bisessuale

È con grande piacere che vi invitiamo a partecipare al primo sondaggio sulla consapevolezza della salute bisessuale in Italia.
SONDAGGIO SULLA BISESSUALITÀ CLICCA QUI PER COMPILARLO!
L’iniziativa, a cura del coordinamento nazionale MONDO BISEX, rientra nell’ambito delle attività di sensibilizzazione intraprese per il Bisexual Health Awareness Month 2017.
Il sondaggio è rivolto a tutt*, richiede soltanto 20 minuti ed è anonimo. 
Sarà accessibile per tutto il mese di marzo a questo indirizzo:

Ora passaparola con amici, parenti, compagni e colleghi: piú persone compileranno il questionario, e piú persone aiuterai a stare meglio!

Il sondaggio è stato realizzato da attivist* del coordinamento nazionale MONDO BISEX, ed in modo particolare da Vera Di Santo, Ilenia Pennini e Giulia Melis, con il supporto di diversi amic* volontari*.
Si ringrazia per il sostegno il collettivo BiT-Bisessuali in Toscana, il Gruppo Donna di Arcigay Milano, il progetto "Visibilitá bisessuale" di Milk Milano, l'Associazione Lieviti e il gruppo BProud.
Per domande o curiositá sul questionario, la raccolta dei dati e la pubblicazione dei risultati, ti invitiamo a contattarci a questo indirizzo: bit.bisessualintoscana@gmail.com o vera@rifacciamolamore.it
e a seguire la pagina Facebook "Giornata internazionale dell'orgoglio e della visibilitá bisessuale".
LO SAPEVI CHE...
* Di tutti i comuni gruppi di identità sessuale, le persone bisessuali sono quelle che hanno più di frequente problemi di salute mentale, tra cui la depressione, l’ansia, l’autolesionismo e la suicidalità [...] e lo si è legato ad esperienze di bifobia ed invisibilità bisessuale.

* Le persone bisessuali sperimentano più gravi problemi di salute della popolazione generale e sperimentano bifobia ed invisibilità bisessuale da parte dei fornitori di servizi sanitari, compresi quelli che sostengono le rivendicazioni lesbiche e gay(1). Questo, d’altronde, induce le persone bisessuali a far minor uso dei servizi sanitari, con implicazioni per la salute che i responsabili dovrebbero affrontare con urgenza in termini di accesso ai servizi.
* Le persone bisessuali fanno più uso di tabacco, alcool e stupefacenti della popolazione generale(2).
* Le persone bisessuali sono state spesso incolpate di aver trasmesso l’HIV ed altre MTS nelle comunità bisessuali e lesbiche.
* Le persone bisessuali apertamente non monogame subiscono molteplici emarginazioni, perché è ancora più probabile che vengano stigmatizzate per la loro presunta promiscuità o perché vengono visti come dei maniaci sessuali. Ad onta delle prove che i figli di parenti apertamente non monogami se la cavano altrettanto bene degli altri bambini (3), ci sono ancora degli stigmi che significano che tali famiglie devono scegliere se patire lo stresso di nascondere le loro relazioni, od esporsi al rischio del pregiudizio se sono visibili nella comunità locale (4).

(dal “Rapporto sulla bisessualitá" Ed. 2012
che puoi scaricare qui: https://lieviti.files.wordpress.com/2013/10/rapportobisessualitc3a0feb2012.doc)


Autismo e terapie riparative

Ci è stato segnalato questo evento:


organizzato da Veneto Autismo ONLUS, sul quale l'Associazione Lieviti non può che esprimere forti perplessità.

Riteniamo assolutamente inopportuno il coinvolgimento di un’associazione che si propone di assistere le famiglie con persone autistiche in un’iniziativa che colpisce oltre il 35% di costoro, in quanto patologizza la loro sessualità (che appunto in oltre il 35% dei casi non è etero, oppure non è cis, oppure non è vaniglia - tra i neurotipici questa percentuale non arriva al 10%), anziché includerla nel paradigma della neurodiversità.

L’incontro inoltre pone codesta associazione al servizio di un partito politico, cosa che non dovrebbe mai accadere soprattutto per il bene delle persone autistiche, che non possono essere trattate come un pacchetto di voti.

In paesi come gli Stati Uniti d’America le persone autistiche hanno imparato ad essere orgogliose della propria condizione, ed a prendere in mano il proprio destino, fondando associazioni di cui esse sono le protagoniste e non gli oggetti dell'attività sociale - agendo in prima persona e non delegando hanno ottenuto moltissimo.

Inoltre, non c’è alcuna prova che il modello di famiglia propugnato dagli organizzatori dell’iniziativa offra miglior supporto alle persone autistiche di altri; è stato semmai notato che le famiglie di diverso tipo ricevono minor supporto sociale delle altre anche a causa dei pregiudizi che le circondano ed iniziative come questa attizzano – tali iniziative nuocciono dunque alle persone autistiche non solo direttamente, ma ledendo anche la loro rete di supporto.

Ci stupisce inoltre che un’associazione che afferma di ispirarsi alle Linee Guida dell'Istituto Superiore di Sanità nel trattamento dell’autismo dia credito agli sforzi per mutare l’orientamento sessuale delle persone, screditati dalla comunità scientifica come inumani, nocivi, incapaci di raggiungere il loro obbiettivo - e che in Italia ed all'estero hanno fatto espellere dai rispettivi ordini diversi professionisti che vi si dedicavano comunque.

La tavola di salvezza di costoro è la definizione di “omosessualità egodistonica” (cioè “indesiderata”), tuttora presente nella Decima Edizione della Classificazione Internazionale delle Malattie, per cui tali sforzi avrebbero la loro giustificazione nella volontà di chi richiede un siffatto trattamento.

Ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità (vedi qui) si è ormai resa conto che praticamente nessuno riceve questa diagnosi - nemmeno dai sostenitori delle “terapie riparative”, e dal 1995 nessuno pubblica un articolo degno di nota in proposito.

Tale categoria inoltre confonde le idee anche ai clinici, che possono incolpare una caratteristica del paziente (l'omosessualità) dei problemi che gli pone invece l’ambiente esterno (l'omofobia), e si presta a coprire gravi abusi nel campo dei diritti umani – pertanto l’“omosessualità egodistonica” verrà radiata dall’Undicesima Edizione della Classificazione Internazionale delle Malattie, che verrà pubblicata nel 2018.

Ci spiace intervenire con questo comunicato, ma non vogliamo rischiare che la gente associ l'autismo alle “terapie riparative”, cosa che screditerebbe innanzitutto le persone autistiche, vittime di un paradigma che le ostracizza, ed a cui verrebbe attribuita una sessualità “anormale” da correggere con una terapia che non può che peggiorarne la vita.

L’autismo è una delle condizioni incluse nel paradigma della neurodiversità – condizioni che offrono all’umanità un modo diverso e prezioso di pensare, e che si sono conservate e tramandate per il beneficio che danno al genere umano.

Raffaele Yona Ladu
Vicepresidente di Lieviti
Soci* di Autistic Self-Advocacy Network
Dottor* in Psicologia Generale e Sperimentale


10 Giugno 2017 - Delegazione Bisessuale e Neurodiversa all'FVG Pride di Udine



L'Associazione Lieviti - Circolo tematico Arcigay dedicato alle persone bisessuali, pansessuali e queer, organizza per il 10 Giugno 2017 un viaggio ad Udine per partecipare con una propria delegazione all'FVG (Friuli Venezia Giulia) Pride 2017.


Non è la prima volta che Lieviti organizza una delegazione di persone bisessuali - lo abbiamo fatto a partire dal Venezia Pride del 2014, al Verona Pride del 2015, al Treviso Pride del 2016 (Web - Facebook), ed abbiamo avuto pure modo di partecipare al Tel Aviv Pride del 2015 ed al Sardegna Pride del 2016.


Neurodiversity Pride
Quest'anno vorremmo rappresentare anche la neurodiversità (vedi il libro Neurotribù, ed i link [1], [2], [3]), ovvero la legittmità e l'opportunità per il genere umano del pluralismo neurologico.
Sono soprattutto le persone con autismo ad alto funzionamento ad aver creato dei movimenti di self-advocacy (autopromozione dei propri diritti, superando il tradizionale concetto di disabilità e ponendo fine alle connesse irresponsabilità ed incapacità legali) negli Stati Uniti d'America (il più noto è rappresentato dall'Autistic Self-Advocacy Network).


Poiché oltre il 30% delle persone autistiche ha una sessualità non-etero, e/o non-cis, e/o non-vaniglia, ed oltre il 20% delle persone con non-conformità di genere manifesta tratti autistici, questo movimento non può che intersecarsi con quello LGBTQIAK+ (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Trans, Queer, Intersessuali, Asessuali, Kinky, ecc.).

In America se ne è già preso atto, testimone questo documento (leggi anche il PDF) promulgato il 22 Giugno 2016 da The Autistic Self-Advocacy Network, The National LGBTQ Task Force, and The National Center for Transgender Equality.


Per unirvi alla nostra delegazione scrivete a lieviti@outlook.com o telefonate a +39.345.7153230.


Quando sarà pubblicato il programma della parata del 10 Giugno 2017, ed avremo un'idea del numero dei partecipanti alla nostra delegazione, organizzeremo i mezzi per recarci ad Udine.

Per tenersi in contatto consigliamo di iscriversi a:

  1. Mailing list Google;
  2. Evento Facebook.
Raffaele Yona Ladu
Vicepresidente di Lieviti
 

18 Marzo 2017 - Presentazione del libro "Trans. Storie di ragazze" di Monica Romano al Milk Verona

Monica Romano
Il 18 Marzo 2017 Monica Romano (Web - Facebook) presenterà al Centro MILK LGBT Community Center (Web - Facebook) di Verona il suo libro Trans. Storie di ragazze XY (Web - Facebook), romanzo ispirato alla sua vita pubblicato nel 2015.

Esperta in amminiatrazione del personale impiegata in uno studio di consulenza del lavoro, si è laureata in Scienze Politiche nel 2007 con una tesi sulla discriminazione delle persone transgender nella società contemporanea. Nel 2008 ha pubblicato sul medesimo argomento il libro Diurna. La transessualità come oggetto di discriminazione (Web), ed il romanzo che presentiamo è il suo secondo libro.

Esponente di spicco del movimento trans milanese, di cui fa parte dal 1999, anticipiamo solo che dal 2013 facilita un gruppo di auto-mutuo-aiuto ed autocoscienza per le persone trans e di genere non conforme presso il Circolo Culturale TBGL Harvey Milk Milano (Web - Facebook), e che nel 2016 è stata candidata al Consiglio Comunale di Milano per la lista Sinistra x Milano (Web - Facebook).

Il libro verrà presentato da Raffaele Yona Ladu (Blog - Facebook) con questa scaletta:

Ore 12.00: Accoglienza;
Ore 12.30: Pranzo a buffet (si chiede un contributo minimo di 5,00 Euro);
Ore 14.30: Presentazione del libro;
Ore 18.00: Uscita.

Ricordiamo che per accedere al Milk Verona è necessaria la tessera ARCI
Per informazioni scrivere a lieviti@outlook.com o telefonare al +39.345.7153230

Corso su autismo ed identità sessuale presso Verona


Locandina di Zeno Menegazzi, che ringraziamo


Il corso verrà tenuto da David Wolfgang Vagni, ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dottorando presso la Ludwig-Maximilians-Universität in Munich, il quale ha già curato molti corsi sui disturbi dello spettro autistico per Spazio Asperger ONLUS e CuoreMenteLab Impresa Sociale S.r.l..

Scopo del corso è affrontare la questione delle persone dello spettro autistico che hanno una sessualità non etero, non cis, e non vaniglia, cominciando con, ma non limitandosi a, le persone trans - c'è anche una notevole prevalenza delle persone asessuali nello spettro.

Se le persone non etero e non cis nella popolazione generale arrivano a circa il 10% (dati di David Wolfgang Vagni), tra le persone autistiche si supera il 30%. Inoltre, alcuni studi stranieri lasciano intendere che oltre il 20% dei ragazzi trattati per "disforia di genere" possano meritare una diagnosi di Sindrome di Asperger, una forma di Disturbo dello Spettro Autistico.

Il perché accada questo non è noto, e David Wolfgang Vagni vorrebbe approfittare dell'occasione non soltanto per parlare dell'argomento, ma anche per proporre un questionario alle persone Asperger e/o LGBTQIA+ in modo da approfondire scientificamente l'argomento. Il questionario verrà proposto anche online prima del corso, in modo da diffonderlo il più possibile.

Il corso sarà purtroppo a pagamento, per coprire le non piccole spese; si terrà

Domenica 4 Giugno 2017

tra le ore 09:00 e le ore 18:00

presso il

CTC Hotel Verona San Giovanni Lupatoto

Via Monte Pastello, 28
37057 San Giovanni Lupatoto VR Italia



Ecco le istruzioni per arrivarci - in auto oppure con i mezzi pubblici.

PROGRAMMA

09.00 – 09.30 Registrazione dei partecipanti.

09.30 – 10.00 Saluti delle autorità e delle associazioni.

10.00 – 10.45 Lo Spettro Autistico. Definizione, caratteristiche e falsi miti.

10.45 – 11.00 Che cos’è la Neurodiversità?

11.00 – 11.20 Coffee Break.

11.20 – 12.00 Ruoli, generi e sessualità. Un intreccio complesso. Sviluppo tipico e atipico dell’identità sessuale dall’infanzia all’età adulta.

12.00 – 12.30 Diffusione e frequenza di identità sessuali non convenzionali all’interno dello Spettro Autistico. Diffusione dello Spettro Autistico nelle persone trans*.

12.30 – 13.00 Disturbo Ossessivo Compulsivo, Disturbi dell’Umore e Disturbi della Condotta Alimentare. Perché una così alta frequenza nell’Autismo e nelle persone trans*?

13.00 – 14.00 Pausa Pranzo.

14.00 – 14.30 Un differente modo di sentire il mondo. Il ruolo della sensorialità nelle preferenze sessuali.

14.30 – 15.00 Interessi speciali, parafilie e sessualità alternativa.

15.00 – 15.30 Difficoltà e possibilità di una diagnosi di Spettro Autistico nelle persone adulte.

15.30 – 16.00 Il rapporto tra affettività e sessualità nelle persone nello Spettro.

16.00 – 16.20 Pausa.

16.20 – 16.50 Dalla neurobiologia alla società. Causa, effetto o entrambi? Il complesso intreccio di natura e cultura ed il ruolo dell’educazione.

16.50 – 17.10 Aspetti etici e legali nella riassegnazione e nelle condotte sessuali atipiche per le persone nello Spettro Autistico.

17.10 – 17.30 Tra Scienza e Advocacy. L’inclusione di una doppia minoranza per chi rappresenta una minoranza.

17.30 – 18.00 Tavola Rotonda con le associazioni e discussione finale.

18.00 Fine lavori.

Note

Pur configurandosi come un corso di formazione, ed un'opportunità per un'indagine scientifica, lo scopo dell'evento è anche politico, in quanto intende propugnare il paradigma della neurodiversità (vedi anche quest'articolo in inglese), e proporre un'alleanza tra il movimento per i diritti delle persone disabili in generale e quelle autistiche in particolare, ed il movimento LGBTQIA+.

Questo sta già accadendo in America, testimone questo documento (leggi anche il PDF) promulgato il 22 Giugno 2016 da the Autistic Self-Advocacy Network, the National LGBTQ Task Force, and the National Center for Transgender Equality.

Come ebbe a dire Steve Silberman, l'ebreo gay (sposato con un uomo) autore del libro Neurotribù. I talenti dell'autismo ed il futuro della neurodiversità, le persone dello spettro autistico ora sono dov'erano i gay trent'anni fa.

Il corso verrà patrocinato certamente da Lieviti; cerchiamo altre associazioni che vogliano sostenerlo - mettendo solo il nome ed il logo.

Le associazioni che desiderano patrocinare l'evento insieme con noi possono:
Le persone che vogliono ricevere ulteriori informazioni possono iscriversi a:

Habemus Pride!


Il Friuli Venezia Giulia Pride ha accettato di includere l'evento tra quelli legati al Pride di Udine del 10 Giugno 2017. #FVGPride e #dirittioltreconfini

Organizzeremo per quel giorno una delegazione bisessuale e neurodiversa - ovviamente chiunque sostenga la nostra causa può unirsi a noi.

Udite! Udite!

Cliccate qui per iscrivervi al corso


Locandina di David Wolfgang Vagni

Raffaele Yona Ladu
Vicepresidente di Lieviti

Racconto "A prova di sangue"

Come contributo alla campagna di sensibilizzazione sulla salute bisessuale riporto questo bel articolo positivo di Erica Gazzoldi che più di tante parole racconta del cambiamento sociale avvenuto in questi ultimi anni.

L’infermiera prepara l’ago per il prelievo. 
«Preferisce sedersi o sdraiarsi?»
La ragazza – quasi ventisei anni – sceglie lo sgabello.
Una settimana prima, si è presentata nella sede AVIS di quella piccola città e ha fatto domanda d’iscrizione. Perciò, ecco che si sottopone a tutti gli esami di rito, per verificare la bontà di quel sangue che tutte le zanzare locali hanno già degustato e apprezzato.
            «Data di nascita… ecco…»
Lei conferma, mentre l’infermiera rilegge le carte. «Hai più o meno l’età dei miei figli» constata quest’ultima, compiaciuta. «Hai fatto il liceo qui, vero? Magari, li conosci pure…»
Li nomina e l’aspirante donatrice li riconosce entrambi. Del resto, è difficile non riconoscersi fra coetanei, là dove lei vive.
            Finito il prelievo, è pronta l’impegnativa per l’elettrocardiogramma e la radiografia. L’infermiera dà le istruzioni per ritrovare i reparti. La ragazza, però, esita ad alzarsi dallo sgabello.
«Scusi…» esordisce poi. «A proposito di rapporti sessuali a rischio… Le risulta che quelli fra donne lo siano?»
L’infermiera fa un cenno di nonchalance: «Assolutamente no».
«Sa, perché…» si spiega la giovane «…sull’opuscolo dell’AVIS, è precisato che sono considerati “a rischio” i rapporti bisessuali».
«Quelli anali, più che altro» precisa l’altra, con la stessa disinvoltura professionale. «E quelli occasionali, soprattutto… anche quelli etero» sottolinea. La benedetta questione del “conoscere lo stato di salute del partner”, come sempre.
            La ragazza sospira di sollievo, dentro di sé. Era l’unico “rospo da sputare”, durante quella visita.
«Gliel’ho chiesto perché, una volta, ho letto un articolo su una signora a cui era stato impedito di donare sangue… perché conviveva con una donna» spiega all’infermiera. «Sarà stata visitata da un incompetente… o la notizia sarà stata una bufala…»

L’infermiera concorda, facendo spallucce: «Una bufala».

Silvana De Mari e Gianfranco Amato

















Il panorama omo-bi-transfobico italiano si arricchisce di una nuova protagonista, Silvana De Mari, che, intervistata in [1], ha detto due cose degne di nota:
  1. Che la sessualità si ha soltanto quando c'è l'incontro tra gameti, altrimenti si ha erotismo.
  2. Che esiste la 'gay bowel syndrome’, cioè  l’insieme delle patologie anali che arrivano a causa della penetrazione anale, e non se ne parla perché c'è la censura.
Vorrei parlare prima del punto 2. Una ricerca in Internet mi ha fatto trovare i documenti [3] e [4], che spiegano di che si tratta, e vi traduco due brani della prima pagina del PDF [3] (il grassetto e la sottolineatura sono mie):

L'ano-retto [anorectum] è un organo sessuale e nel Regno Unito una prudente stima indica che tra 2 e 2,5 milioni di persone lo usano per la soddisfazione sessuale. (...) 
La [locuzione] 'gay bowel syndrome = sindrome dell'intestino gay' è stata usata dapprincipio per descrivere non una sindrome, ma un elenco di condizioni. Il termine nasconde i problemi che deve affrontare il gastroenterologo. Innanzitutto, l'orientamento sessuale non lo si può accertare facilmente nel setting di un ambulatorio extraospedaliero. Secondo, molte infezioni dell'intestino gay sono asintomatiche e non si notano senza una completa indagine microbiologica. Terzo, le coinfezioni sono comuni e l'organismo isolato potrebbe non essere quello che causa sintomi e segni. Infine, l'intestino ha risposte cliniche ed istopatologiche limitate ed aspecifiche a molte infezioni.

L'articolo prosegue elencando i più comuni organismi (alcuni piuttosto pericolosi) che possono infettare un uomo gay recettivo che pratica sesso promiscuo e - cosa che l'autore di [3] ha dimenticato - non protetto.

Al contrario di Silvana De Mari, la preoccupazione principale dell'autore di [3] (e degli autori di altri articoli che si possono trovare su Medline) non sono le possibili lesioni traumatiche dell'ano-retto, ma le infezioni che una persona recettiva anale può contrarre.

Secondo l'autore di [4], l'uso del preservativo (raccomandato anche da Silvana De Mari nella sua intervista) ha ridotto di molto codeste infezioni negli ultimi tempi, e mi viene il sospetto che la locuzione 'gay bowel syndrome' sia caduta in disuso non per la censura, ma perché innanzitutto impropria e fuorviante per gli stessi medici.

L'articolo [3] lo farei leggere ai miei amici MSM (uomini che hanno rapporti sessuali con uomini) per ricordare loro l'importanza del sesso più sicuro, perché non c'è solo il mai abbastanza esecrato (e con buone ragioni temuto) HIV, ma anche molti altri patogeni perlomeno fastidiosi, ed alcuni di loro francamente pericolosi. Altro che censura!

Per quanto riguarda la facile equiparazione "matrimonio tra due uomini = penetrazione anale", ricordo che il kamasutra gay offre molte alternative, e voi non sapete quali intende praticare una coppia che si vuole sposare.

Per quanto riguarda il punto 1, ovvero la singolare concezione di Silvana De Mari per cui la sessualità coincide con la riproduzione, vorrei far notare che non solo il suo collega autore di [3] dissente, in quanto esplicitamente dichiara l'ano-retto un organo sessuale, anche se non ha alcun ruolo nella riproduzione, ma che a portar tale concezione alle estreme conseguenze ci si caccia in una situazione assai spiacevole.

Gli undici commi dell'Articolo 609 del Codice Penale italiano che io ho citato, dal 609 bis al 609 duodecies, descrivono la fattispecie della "violenza sessuale", nelle sue varianti, con le pene previste per ognuna di esse.

Come potete vedere, l'uso della locuzione "violenza sessuale" prescinde completamente dalla possibilità che un rapporto sessuale ottenuto illecitamente possa generare prole. Non sono un giurista e non ho indagato a fondo sulla giurisprudenza, ma che io sappia, che autore e vittima (od autori e vittime) siano del medesimo sesso o di diverso sesso, che il pene dell'autore venga inserito nella bocca o nella vagina della vittima, non cambiano nulla.

E lo stupro di un minore di dieci anni viene punito con particolare gravità, con la reclusione tra i sette ed i quattordici anni [609 ter], anche se raramente un fanciullo di quell'età è già fecondo. E lo stupro da parte di un uomo di una donna in menopausa, o di cui l'autore ne conosceva la sterilità (per esempio perché sottoposta ad isterectomia) non è meno grave dello stupro di una giovane nel fiore degli anni.

Ed anche chi induce illecitamente una persona a masturbarsi è reo di violenza sessuale, anche se è evidente che quest'atto non è procreativo.

Il bene giuridico tutelato dalla norma è la libertà sessuale della persona, intesa come facoltà di vivere la propria sessualità senza costrizione al volere altrui, e si tratta di una sessualità che non ha bisogno di essere qualificata dalla possibilità di procreare in ogni suo atto.

Un caso tanto repellente quanto interessante viene riferito in [5]: secondo quell'articolo, la dittatura di Pinochet ebbe tra le sue scherane Ingrid Felicitas Olderock, che aveva addestrato un cane da pastore chiamato "Volodia" a violentare le prigioniere - e glielo fecero fare.

Stupro, tortura, maltrattamento di animale, o tutte e tre le cose? Certo, sarebbe grottesco che, adottando la definizione di Silvana De Mari, dovessimo concludere che in questo caso non si può parlare di violenza sessuale perché un cane non può mettere incinta una donna!

Contrariamente a quello che ha sostenuto Gianfranco Amato in [2], Silvana De Mari non ha affatto le idee chiare - e mi stupisce che a queste cose un avvocato non abbia pensato!

Raffaele Yona Ladu Âû
Ebre* gendervague
Vicepresidente di Lieviti